Bridge To Exit, come attrarre talenti: l’esperienza di quattro aziende

Il terzo appuntamento con Bridge To Exit ha posto l’attenzione su due tematiche fondamentali per il successo di un’azienda: quali sono le leve che oggi attraggono i talenti in un’azienda piuttosto che in un’altra e quanto cambieranno nel futuro post pandemia? Cosa spinge un talento a sentirsi parte e a voler continuare ad investire nella propria azienda? Ne abbiamo parlato con Gianluca Moretto CEO di Beneficy, Gianmarco Savi Founder di Dailyintership, Claudio Sponchioni Co-Founder di Jobiri e Matteo Musa Founder di Fitprime. Hanno moderato l’incontro Filippo Zanetti, Managing Partner & Co-Founder Simbiosity e Angelica Thaon, Head of B&D Division Build it Up.

Gli speaker e la storia delle loro realtà

Nata da un problema vissuto sulla propria pelle, Dailyintership ha permesso agli studenti di capire e conoscere tutte le opportunità a disposizione. Creata sui social, si è sviluppata poi in una piattaforma per studenti che si basa su un algoritmo di matching per unire domanda e offerta, oltre ad una comunicazione ampia su una strategia online e offline (social, piattaforma, associazioni studentesche e ambassador nelle università).

Claudio Sponchioni ha invece presentato Jobiri, primo consulente di carriera digitale per candidati e istituzioni basato su intelligenza artificiale. La piattaforma aiuta le persone a definire un obiettivo lavorativo e ottimizzare il proprio curriculum.

Gianluca Moretto ha invece introdotto alla piattaforma Beneficy che rende il welfare aziendale semplice e accessibile a tutti. Nato nel 2015 si basa sui Flexible Benefits per prendersi cura dei propri dipendenti e attrarre i migliori talenti. Beneficy è l’unica piattaforma di welfare aziendale in cloud fruibuile al 100% in modalità Software-as-a-Service.

Matteo Musa, founder di Fitprime, ha spiegato l’idea dietro la sua azienda, un prodotto che può rendere flessibile il mondo fitness e wellness. Una dinamica che permette alle persone di allenarsi di più. Fitprime supporta anche decine di aziende italiane per l’implementazione di programmi di benessere a 360 gradi.

Hard e soft skills, cosa conta per l’azienda

Il dibattito si è incentrato su cosa conta per l’azienda per un’assunzione. Si da più attenzione ai valori culturali o alle competenze sul lavoro? Per Claudio Sponchioni di Jobiri cambia a seconda del settore. Un tempo ci si focalizzava solo sulle hard skills, ma anche in questo caso cambia in funzione della tipologia della realtà aziendale. Basti pensare che le soft skills sono più difficili da sviluppare e richiedono una formazione importante. La tendenza è quella di puntare su talenti in grado di adattarsi a seconda dei cambiamenti.

War of talents e diversity

Una piattaforma che si rivolge al giovane talento (studente universitario) è senza alcun dubbio Dailyintership. Per Gianmarco Savi ci si sta preparando alla cosiddetta “War of Talents”, un cambiamento d’approccio che porterà sempre più il candidato a scegliere l’azienda e non viceversa. Per questo l’azienda ha necessità ad essere presente sui social e farsi notare. Negli ultimi tre anni sono tante le richieste arrivate con la prerogativa di far conoscere agli studenti università di conoscere le aziende in linea con il loro profilo.

Un altro aspetto che viene considerato peculiare è la diversity, una diversità tra i vari profili candidati e sempre più richiesto dalle aziende.

Sport e produttività sul lavoro

Nella nuova normalità dettata dal Covid, secondo Matteo Musa di Fitprime, sarà indispensabile avere una soluzione efficace anche per il mondo dello sport. Avere un abbonamento flessibile con un prodotto pensato per casa e/o un centro sportivo può essere la soluzione ideale. Una popolazione aziendale più attiva e dedita allo sport e al proprio benessere aumenta la produttività così come testimoniato da tanti studi. Un corpo sano inoltre è anche più creativo, un aspetto che può fare davvero la differenza in una realtà aziendale.

L’importanza dei servizi welfare

Dal 2016 ad oggi è raddoppiato il numero delle aziende che ha adottato un piano welfare secondo Gianluca Moretto CEO di Beneficy. Il problema nasce nelle aziende con meno di 50 dipendenti, anche perché il tessuto economico nazionale è costituito proprio da queste realtà. Il vero problema era rendere accessibile un sistema di benefit per le piccole aziende, per questo è nata la necessità di creare una piattaforma smart e cloud che potesse supportare questo aspetto.

Il concetto da considerare è che il benessere non è dato solo da quanto viene percepito ma anche da benefits che possono dare benefici al lavoratore e all’imprenditore.

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