In Italia vince chi innova, le startup battono le imprese tradizionali

Chi resiste di più tra imprese tradizionali e startup? Secondo gli ultimi dati a Milano vince chi innova, chi è impegnato in attività che si misurano con le innovazioni tecnologiche. A stravincere quindi sono le startup come emerge da un’analisi del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil di Milano. Il risultato arriva dall’analisi delle startup innovative, iscritte nel registro della Camera di commercio, nella capitale italiana del settore. Al primo posto ci sono tutte le attività che si occupano della produzione di software, mentre i servizi informativi rappresentano il 15.8% di tutto il campione di riferimento.

La sopravvivenza delle startup e delle aziende

L’analisi è stata effettuata anche grazie ai dati di Unioncamere che ha studiato la resistenza nel tempo a partire dal 2013 delle stesse startup. Queste le parole di Antonio Verona, responsabile del Dipartimento: «Il risultato contrasta con lo stereotipo delle startup che hanno vita breve e scompaiono dopo poco tempo. Resistono meglio alle crisi rispetto ad altri tipi di imprese e quelle che escono dal registro non sono necessariamente “morte”. In alcuni casi hanno superato i 60 mesi dalla loro costituzione, in altri sono state acquisite da società più grandi o si sono trasferite fuori
Milano». La sopravvivenza media delle imprese di vario genere presenti nel territorio milanese nell’arco di quattro anni è del 70%: tre su dieci chiudono i battenti, «una quota decisamente inferiore a quella delle startup» e delle micro-imprese.

I dati che attestano il successo

L’85,1% delle startup avviate nel 2013 era ancora in attività nel 2017. La percentuale aumenta di ben cinque punti se si considerano quelle avviate nel 2014. Dalla ricerca emerge che solo l’11.6% delle startup vengono avviate da donne, e solo il 4% da stranieri (la media nazionale è del 2.8%). Al primo posto con 486 imprese il settore della produzione di software, seguito da servizi di informazione (186) e attività editoriali (33). «Non è la tipologia d’impresa a segnarne il destino e nemmeno la sua ragione sociale – spiega Verona – ma la sua prossimità con le innovazioni tecnologiche. Milano si conferma un territorio fecondo e capace di generare imprese destinate al successo e in grado di offrire lavoro».

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