Quali skills servono per gestire una startup

Riconoscere le lacune di alcune abilità e la volontà di indagare su di esse indica già alcune delle competenze critiche di un buon leader. Per questo partire da questa guida è un buon passo per capire quali skills servono per avere una startup. Per iniziare, scomponiamo la domanda in due parti: le competenze necessarie per avviare un’impresa e per costruire una squadra.

Cosa serv per avviare una startup

Per fondare e gestire un’impresa di successo, inizia costruendo le seguenti competenze. Essere proattivi: Questo si riferisce alla vostra capacità di “far accadere le cose”. I fondatori proattivi sono altamente impegnati nel “quadro generale” dell’azienda e hanno la capacità di trasformare i loro sogni in realtà.

Le domande giuste

Per essere proattivi, assicuratevi di avere sempre chiarezza sulla vostra visione – cosa volete che sia il vostro business e cosa ispirerà gli altri ad aiutarvi a raggiungerlo. Alcune domande che potete porvi sono:

  • Di cosa tratta la mia startup?
  • La mia idea è facilmente comprensibile quando viene spiegata agli altri, inclusi potenziali co-fondatori, investitori e clienti? Se no, come posso affinare il mio discorso?
  • Quali sono le lacune nelle risorse? Cosa ho attualmente (per esempio, un’idea, una prova di concetto, un team di fondatori) e cosa mi serve (come capitale, dipendenti, capacità di gestione, ecc.) per raggiungere i miei obiettivi? Quando ti poni queste domande, adotta una lente obiettiva.
  • Come consiglieresti a un amico nella stessa posizione? Questo ti aiuterà a prendere le distanze dai fattori di stress e a estendere l’autocompassione.

Per esempio, potresti avere una grande idea, ma hai bisogno di un co-fondatore più esperto nella tua squadra per aiutarti a raccogliere capitale. O forse hai bisogno dell’opinione di un esperto che modifichi il tuo lancio originale per attrarre una base di consumatori più ampia. Qualunque siano le lacune identificate, essere proattivi significa pensare sempre due passi avanti.

Essere proattivi può anche portarvi ad adottare una mentalità in cui vi sta bene fare errori, imparare e crescere da essi. I ricercatori Michael Frese e Herman Brandstätter definiscono questo come un approccio attivo all’apprendimento e un approccio attivo agli errori.

Un approccio attivo verso l’apprendimento: un’azienda può continuare a crescere finché i leader sono aperti ad imparare sul lavoro, acquisendo informazioni man mano che l’azienda, il settore o il mondo si evolvono, e adattandosi a situazioni nuove e stimolanti ogni giorno. È questa mentalità che aiuta le aziende ad evolversi, espandersi e raggiungere nuovi mercati e pubblico. Quando si presume di sapere tutto quello che c’è da sapere sul proprio business, si finisce per costruire una cultura resistente al cambiamento e più lenta a crescere.

Un approccio attivo verso gli errori: questo si riferisce alla vostra capacità di riconoscere gli errori quando si verificano e usarli come lezioni preziose su voi stessi e la vostra azienda. Questo vi aiuterà a vedere le lacune nel vostro business, ad appoggiarvi a persone con più conoscenza o esperienza, e a correggere la rotta mentre andate avanti. Inoltre, ti libererà dall’essere troppo critico o dal fissarti su cose che potrebbero trattenerti.

Essere agili: l’agilità è la vostra capacità di adottare una mentalità flessibile. Specialmente in tempi di incertezza o di crisi, una mentalità agile è fondamentale per il processo decisionale perché vi aiuta ad adattarvi rapidamente a una situazione che cambia. Piuttosto che fissarsi sulle strategie esistenti – che possono essere diventate ridondanti, o potenzialmente dannose per il vostro business – siete in grado di esercitare una mente creativa per trovare nuovi modi di affrontare una situazione.

Per costruire una squadra forte

Nel 2011, Steve Blank – un imprenditore americano che ha contribuito a fondare il movimento Lean Startup – ha proposto un modello teorico per un team di startup che include membri fondatori con le seguenti competenze fondamentali: visionario, hacker/hardware, hustler, designer.

  • Il visionario è “la persona con il sogno”, colui che ha l’ispirazione e il carisma per attirare gli altri verso l’idea. Essere un visionario permette ai fondatori di guardare oltre le lotte quotidiane e fissare obiettivi a lungo termine.
  • L’hacker è l'”esperto” che realizza il prodotto o il servizio. Mi sembra che come “persona tecnica”, questo potrebbe essere un ruolo a cui sei naturalmente adatto.
  • L’hustler è di solito qualcuno che può gestire tutto, dalle operazioni alle vendite, ed è qualcuno che è pieno di risorse e si fa carico dei dettagli.
  • Il designer è di solito lo specialista UI/UX, qualcuno che può colmare il divario tra cliente e consumatore con la tecnologia
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