Nelle imprese sempre più spazio ai data scientist

Entro cinque anni i lavoratori vedranno modificare il 50-60% delle attività che svolgono oggi. È questo il primo dato emerso dal forum organizzato da II Sole 24 Ore in collaborazione con Ey. Un altro aspetto analizzato è che i dati avranno sempre più un ruolo di primo piano. I big data saranno sempre più rilevanti, analizzare dati per fornire al management le informazioni utili ed assumere così decisioni ma anche disegnare strategie adeguate. Una contaminazione che coinvolge tutte le professioni e le funzioni in azienda.

La grande rivoluzione dei big data

I motivi nascono da un lato per l’esponenziale crescita della capacità di elaborazione di grandi moli di dati legata al cloud computing, dall’altro la digitalizzazione del sapere che ha trasformato le informazioni in formato “computer readable”, leggibile da un calcolatore elettronico. Al centro c’è il data scientist. Secondo il rapporto BigData@MIUR datato 2016, entro il 2020, ci sarà una crescita dell’offerta di lavoro nei Big Data del 23% all’anno, contro il 19% di tutto il settore dellTnformation Technology (IT) e il 6% globale. Diciamo di più. Deloitte invece afferma che c’è una carenza di un milione di analisti di dati a livello globale.  In Italia l’offerta di lavoro cresce del 23% all’anno, contro il 19% dell’intero settore Information Technology.

Lo sviluppo di corsi universitari a tema

E così anche dal punto di vista universitario sono nate le prime strade da intraprendere. Due anni fa i primi corsi di laurea magistrale, oggi sono sette con due a Milano (Bicocca e Statale) poi Cagliari, l’Aquila, Roma, Trento e Padova. A cui si aggiungono Napoli (Federico II) e il corso di Data Science and Business Informatics all’Università di Pisa. Agli atenei privati ci sono le lauree magistrali alla Bocconi e naturalmente ai Politecnici di Milano e Torino. La laurea magistrale in Data science punta a formare specialisti in grado di utilizzare tecniche matematico-statistico-informatiche all’interno di aziende e amministrazioni pubbliche e private, inclusi enti o istituti di ricerca scientifica e tecnologica, in particolare per quel che riguarda la gestione, il trattamento, l’analisi e l’utilizzo di grandi moli di dati, anche affiancando efficacemente esperti di specifici settori applicativi.

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